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Battlefield is back! [Intervista a Elias dei SiS]

“You don’t kill Call of Duty by trying to be Call of Duty”, così ha esordito Alan Kertz, uno dei boss DICE, in seguito alla presentazione di Battlefield 3. Parole forti che se da un lato confermano per l’ennesima volta lo strapotere della serie Activision (vi basta sapere che un americano su otto gioca a Call of Duty: Black Ops?), dall’altro confermano l’intenzione di Electronic Arts di riprendersi lo scettro di miglior FPS online. Pochi giorni fa proprio i ragazzi di DICE hanno lasciato tutto il popolo videoludico a bocca aperta mostrando per la prima volta un video di gameplay della loro ultima fatica, Battlefield 3 realizzato con l’innovativo Frostbite 2. Stando a quanto è stato possibile vedere sembra che l’investimento per il terzo capitolo della serie Battlefield sia tutto fuorché indifferente. Fa un pò strano sapere che il diretto concorrente, ovvero Modern Warfare 3, utilizzerà lo stesso e, permettetemi di dirlo, vecchio motore grafico dei precedenti capitoli. Se da un lato DICE crede molto nell’innovazione e nella distruttibilità degli ambienti di gioco (Bad Company 2 da questo punto di vista ha insegnato parecchio), Infinity Ward sembra restare sul classico. Classico che, bisogna dirlo, sembra non stancare mai l’utenza Console che ormai da oltre 5 anni continua ad innalzare le vendite del brand Call of Duty. La community competitiva di CoD, almeno su PC, non ha risposto bene ai nuovi capitoli, Modern Warfare continua a rimanere il punto di riferimento per i tornei mentre Bad Company 2 ha riscosso un ottimo successo persino in Italia, dove Redbyte ha recentemente organizzato un fantastico evento LAN. Noi di Netgaming.it abbiamo deciso di intervistare “Elias”, leader del clan vittorioso alla Redbyte, ovvero i Silent Italian Shadows, e uno dei punti di riferimento per la community italiana di Battlefield, per sapere cosa ne pensa del futuro degli FPS online su PC e in particolare del prossimo Battlefield 3.

Innanzitutto le domande di rito, raccontaci di te e anche del tuo team, i Silent Italian Shadows, con cui negli ultimi anni hai raggiunto risultati molto importanti, sia su Call of Duty che su Battlefield. Come è nata la passione per lo sparatutto bellico di Electronic Arts?

Sono il leader dei SiS, una gaming community attiva dal 2003, non siamo una multigaming, ma un unico gruppo unito e stabile che si dedica al gaming competitivo su FPS. Siamo partiti con Vietcong, poi JointOperations, Battlefield2 per arrivare infine a COD4 e BadCompany2. Su COD4 abbiamo raggiunto buoni risultati nel biennio 2008/2009, giocando EPS, EMS ottenendo poi vari piazzamenti in diversi tornei, anche in lan. La nostra passione per Battlefield risale al 2005, quando giocammo per una stagione a BF2, prevalentemente tornei italiani 8on8, raggiungendo sempre il podio alle spalle degli allora n1ce.it. Abbiamo atteso l’uscita di BadCompany 2 nel 2010 e, grazie alle innovazioni introdotte ed alla presenza delle nuova modalità nativa 4on4, abbiamo deciso di impegnarci seriamente. Ci siamo presentati al Redbyte Tournament Lan con 2 team, uno per BadCompany2, vincitore del torneo, ed uno per CallofDuty4, che ha chiuso la lan al quinto posto a pari merito, nonostate il pronostico sfavorevole visto l’anno e mezzo di inattività.

La community italiana si è sempre divisa tra Battlefield e Call of Duty, sembra quasi che non esista un giocatore di FPS, semmai sembra che esista chi gioca su Battlefield e chi gioca su Call of Duty. Due mondi all’apparenza assai diversi ma che forse hanno molto più in comune di quanto sembri. Perchè secondo te molti player sono così restii ad avventurarsi nel panorama di Battlefield e che consigli daresti a un novizio?

Battlefield e CallofDuty sono due declinazioni diverse del genere FPS, il primo è un large scale warfare game, il secondo è un gioco compatto. Non c’è una reale concorrenza tra i due giochi, Battlefield ha una dimensione in più, contiene i mezzi e mappe più grandi, CallofDuty invece è in classico gioco diretto, il suo successo è dovuto proprio all’immediatezza e all’assenza di troppi fronzoli. Battlefield in realtà ha un largo seguito, i numeri parlano chiaro, è molto giocato anche a distanza di anni, c’è una vasta community anche in Italia, in parte “sommersa”, che gioca tornei a vari livelli di competitività. Da Battlefield 2 in poi la DICE ha voluto dare un taglio “infantry” al gioco, raffinando sempre di più l’importanza ed il feeling del gioco di fanteria, fino ad introdurre anche modalità compatte senza mezzi molto apprezzate nei tornei. Questa scelta ha di fatto aperto un ponte verso i player abituati ai giochi compatti, eliminando in parte uno dei motivi per cui un player è restio a giocare a Battlefield. Questa scelta ha anche permesso di vedere Battlefield come un gioco da competizione e sicuramente lo ha reso più accessibile ed attraente. Noi SiS siamo un esempio concreto di team che ha saputo competere sia su CallofDuty che su Battlefield.

Di recente abbiamo assistito al Simple Milano organizzato da Redbyte, per la prima volta dopo molto tempo un’organizzazione ha creduto nella community di Battlefield realizzando un evento LAN non indifferente. Come ha risposto la community e cosa pensi che possa significare per il futuro?

La risposta è stata ottima, la scelta di Redbyte (che ringrazio a nome di tutti), supportata dagli admin di ESL, è stata ampiamente ripagata dalla community italiana. I team di BadCompany2 hanno dato vita ad una lan al pari di quella di CallofDuty4 o CounterStrikeSource come numeri e serietà. Chi ha creduto fino in fondo a BadCompany2 è stato ricompensato da questa lan. Fin dall’uscita del gioco noi SiS abbiamo puntato sulla modalità squad rush 4on4, questa scelta si è rivelata giusta, è un size facile da gestire, competitivo con le regole giuste ed adatto alle lan. Spero che per il futuro gli organizzatori di lan e tornei tengano ben presente la serie Battlefield.

I Silent Italian Shadows si sono classificati al primo posto al torneo Redbyte

Battlefield 3 si presenta come l’FPS definitivo su PC, DICE ha confermato che sarà la piattaforma di sviluppo principale e sono in serbo numerose sorprese per l’utenza PC da sempre snobbata in favore del comparto Console. Cosa è mancato secondo te agli ultimi capitoli per sfondare davvero a livello competitivo? L’introduzione del Battle Recorder potrebbe dare quel tocco in più in grado di raccogliere l’interesse dei tornei internazionali?

Battlefield2 ha avuto un buon seguito competitivo, soprattutto a livello europeo. Il suo principale difetto è stata forse la mancanza di una modalità infantry apposita, studiata meglio, cosa che è stata corretta in BadCompany2. Quest’ultimo invece si porta dietro alcune grosse mancanze: la mancanza del demorecorder, dello spettatore e dei server locali. Nonostante tutto ciò, il supporto dato a questo gioco in Italia, soprattutto grazie ad ESL e Redbyte, è superiore a quello avuto da Battlefield2. Il nostro augurio è che Battlefield3 risolva questi problemi, anche grazie alle numerose richieste che la community internazionale ha fatto alla DICE.

Il Frostbite è stato il primo motore grafico ad introdurre una distruzione degli ambienti realistica e il suo successore sembra riuscire ancora meglio in questa direzione. Al di là della mera resa grafica come ha influito sul gameplay di Bad Company 2 e come influirà secondo te su Battlefield 3?

L’ambiente distruttibile è forse l’unica vera grande novità introdotta in un FPS negli ultimi anni. L’engine Frostbite della DICE ha aggiunto una dimensione tattica al gioco sia in fun che in clan war. Il fatto di poter pianificare la distruzione di un muro, di un tetto o di una intera casa, oltre ad essere divertente, è una variabile tattica molto interessante persino nelle modalità infantry come lo squad rush e non disturba affatto il gioco, provare per credere! Su Battlefield 3 vedremo questa caratteristica ulteriormente migliorata, in ambienti urbani molto complessi, sono certo che sarà entusiasmante.

Ti ripropongo la stessa domanda che abbiamo fatto più volte sul nostro portale, cosa manca al Netgaming italiano per decollare e cosa ne pensi della situazione attuale?

La sinergia, i vari attori devono collaborare. Il gaming in Italia è immaturo e povero di risorse, litigare per una torta che quasi non c’è non ha alcun senso, molto meglio collaborare per vedere se si può creare qualcosa per il futuro. E’ un appello che faccio a tutti i soggetti, da ESL a Redbyte, da Progaming e Netgaming.it, collaborate mettendo da parte i piccoli interessi personali. L’altro appello che vorrei fare è ai player: partecipate numerosi alle lan, anteponete la partecipazione ai risultati, fate dei team seri e stabili, così aiutate veramente il gaming.

Noi di Netgaming.it ti ringraziamo e speriamo di poter tornare presto a parlare di Battlefield e della sua community sulle nostre pagine, se vuoi salutare o ringraziare qualcuno questo è il tuo momento!

Ringrazio prima di tutto Netgaming.it per questo spazio, credo in questo portale e spero continui migliorandosi sempre più. Saluto e ringrazio tutti miei compagni di clan che mi seguono da anni divertendosi, con impegno e serietà.

Scritto da raz3r il 17 mar 2011. Registrato sotto Featured, News, Sparatutto. Puoi seguire la discussione attraverso RSS 2.0. Puoi lasciare un commento o seguire la discussione

7 Commenti per “Battlefield is back! [Intervista a Elias dei SiS]”

  1. P4in

    COD > Battlefield

  2. NICKI

    gg per la vittoria

  3. Ringrazio elias per aver ricordato le gesta dei n1ce.it

    se siamo arrivati così in alto è stato solo perchè avevamo un “pesante” fiato sul collo.

    ed un gl ai SiS che sono l’unico clan competitivo ad essere rimasto intatto dopo 8 anni

  4. s3cco

    BF2 era veramente fico! Peccato che sia saltata l’EPS d quel gioco… Ai tempi. Cmq vedremo come sarà questo BF3.

  5. Andre300

    battefield >>> ALL

  6. [...] un grande traguardo. Avevamo anche intervistato El1as non troppo tempo fa, per chi si fosse perso il post, sul loro futuro e su quello di Battlefield.STEALTH ASSASSIN GROUPCome potete vedere in foto, i SAG [...]

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